Eventi in vetrina

Le ultime cose: incontro con la regista Irene Dionisio

data 11 marzo 2017 19:00
dove Cinéma Sala Pegasus Piazza Bovio, 06049 Spoleto

cinema #spoleto #salapegasus

✶ ✶ ✶ EVENTO SPECIALE ✶ ✶ ✶
• Sabato 11 marzo • ore 17:00 •
Con il patrocinio del Comune Di Spoleto
all’interno della rassegna ▪︎Incontri. Il nuovo cinema italiano▪︎
la regista • Irene Dionisio •
incontrerà il pubblico della città in occasione della proiezione del suo lungometraggio LE ULTIME COSE presentato in concorso alla 31ma Settimana Internazionale della Critica (Venezia 2016).

► Modera l’incontro Roberto Lazzerini

🏆 Roberto De Francesco è candidato ai #DavidDiDonatello come miglior attore non protagonista

“(…) Irene Dionisio, 29 anni e la mano sicura di chi viene dal documentario, modella con un senso del racconto nutrito da un’osservazione sempre puntuale, appassionata, incalzante. Metafora perfetta di un presente spietato quanto ipocrita. Ben servita da attori al diapason, immagini dimesse quanto incalzanti, musiche per una volta intonatissime. Un film-modello per un cinema che (in Italia) sanno fare in pochi, ma per fortuna esiste e resiste.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 29 settembre 2016)

“Uno sguardo penetrante senza manicheismi e senza facili soluzioni narrative.” (Paolo D’Agostini, ‘La Repubblica’, 29 settembre 2016)

“Le ultime cose è uno di quei film piccoli e sussurrati, che a volte faticano a conquistarsi un proprio spazio, ma che, se intercettano le giuste orecchie e i giusti occhi, lasciano un segno profondo e intimo nello spettatore”. (Camilla Di Spirito, OperePrime, 5 ottobre 2016)

► SINOSSI
Torino, Banco dei pegni. Una moltitudine dolceamara impegna i propri averi, in attesa del riscatto o dell’asta finale. Tra i mille volti che raccontano l’inventario umano del nostro tempo, tre storie s’intrecciano sulla sottile linea del debito morale.
Sandra, giovane trans, è appena tornata in città nel tentativo di sfuggire al passato e ad un amore finito. Stefano, assunto da poco, si scontra con la dura realtà lavorativa e assiste ai miseri maneggi nel retroscena del Banco. Michele, pensionato, per ripagare un debito si ritrova invischiato nel traffico dei pegni.
Un racconto corale sullo stare nel mondo al tempo della grande diseguaglianza.

► IRENE DIONISIO
Irene Dionisio è nata nel 1986. Laureata in filosofia estetica e sociale all’Università di Torino, ha frequentato il Master in documentarismo diretto da Daniele Segre e Marco Bellocchio e il Master IED diretto da Alina Marazzi. La sua produzione artistica include videoinstallazioni e documentari, fra cui Sponde. Nel sicuro sole del nord (2015) e La fabbrica è piena. Tragicommedia in otto atti (2011), premiati in numerosi festival italiani e internazionali.
Nel 2012 vince il Premio Solinas miglior documentario per il cinema. Le ultime cose è il suo primo lungometraggio di finzione.

► NOTE DI REGIA
Perché questo film?
Prima per la provenienza sociale e familiare, poi per gli studi, poi per motivi lavorativi, mi sono
sempre chiesta, quanto ci cambiano i problemi economici che giornalmente viviamo? Quanto un debito è soprattutto un debito morale, una colpa? E da dove gli eventi si osservano nel migliore dei modi, nella loro complessa individualità e al contempo universalità? Nei luoghi in cui in piccolo è possibile assistere a meccanismi, procedure, esistenze. A Torino, mi sono imbattuta nel banco dei pegni e nella sua densità di significato e di vita. Attraverso la mia ricerca, intendo raccontare il luogo come metafora – brulicante di vite vissute, volti, storie – di una società basata sullo scontro nuovo ed epocale tra debitore e creditore. L’essere umano in questo luogo sembra essere spogliato delle sue sembianze naturali, annichilito e reso fragile, piccolo, impotente, di fronte ad una rete possente, organizzata, senza nome e senza possibilità di essere interpellata. Attraverso i colloqui, i dialoghi, le relazioni con gli oggetti e le singole storie, vorrei creare un affresco tragico, ma al contempo giocoso, quasi comico nella sua fragile tenerezza, che racconti di un’umanità di fronte al debito. In quest’ambiente attraversato da relazioni di tale forza sento che molte delle domande a cui cerco risposta si trasformano in storie da raccontare. Da rimettere in scena nei loro piccolo dettagli, nella loro effimera esistenza, nei loro apparentemente inutili sviluppi. Nella loro potente evocatività. Che ci lascia posare lo sguardo su ciò che l’uomo è divenuto di fronte al sistema debito.

ultime cose

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